<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994647</id><updated>2011-04-21T11:21:48.749-07:00</updated><title type='text'>Vargas Llosa e il suo glossario</title><subtitle type='html'>Un grande scrittore latino americano spiega quali sono, per lui, le parole-chiave della letteratura.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://llosa.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994647/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://llosa.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>giovanni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14225271171842731786</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>1</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2994647.post-3039621</id><published>2001-04-02T19:46:00.000-07:00</published><updated>2001-04-02T20:21:33.600-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;i&gt;Lo scrittore Mario Vargas Llosa ha tenuto un seminario di tre giorni sulla scrittura, ospite della scuola Holden di Torino. Lo scrittore Enzo Fileno Carabba ha distillato, dai tre giorni di conversazioni, una sorta di glossario di parole-chiave. Ad ogni parola corrisponde un'idea, un paradosso, uno stimolo per la riflessione. Vedrete anche come l'approccio di Llosa sia assolutamente anti-americano, aperto all'irrazionale, contrario alle regole. Però, con una estrema chiarezza su quale sia il mondo da contrapporre alle "regole". Il fatto è che per saltare oltre le regole, ci vuole un immenso talento, ci vuole una immensa inventiva, personalità, cuore, voglia di lottare, capacità di soffrire, e - in ultima analisi - del genio. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Le parole chiave della letteratura secondo Mario Vargas Llosa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Cantine &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Sentiamo con spavento che descrive qualcosa che è dentro di noi, riconosciamo qualcosa che sta nelle cantine della nostra personalità e preme perennemente per uscire: Qualcosa che solo la letteratura può tenere a bada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Chiarezza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per scrivere chiaramente bisogna pensare chiaramente. E questo richiede un grande lavoro. Senza questo sforzo, andremmo incontro a un mondo di afasici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Connessioni &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una narrazione funziona quando a poco a poco scopri connessioni misteriose, che non sapevi esistessero. O quando certi personaggi secondari crescono e quelli che credevi importanti impallidiscono. Bisogna sapere ubbidire ai demoni che evochiamo (se riusciamo a evocarli).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Crateri&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Un cratere è tale se resta impresso nella mente del lettore. &lt;br /&gt;Un cratere condensa una serie di eventi che si sono preparati in diverse pagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Desideri&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La condizione umana è vagare in un abisso di desideri, è così che gli uomini sono andati avanti. Non è detto che uno sogni un mondo migliore, può benissimo sognarlo peggiore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Demoni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Anche quando scrivo romanzi c'è la presenza della ragione, dell'idea, ma io faccio partecipare altri aspetti, i demoni che tutti abbiamo, i mostri, le passioni, i deliri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Disadattamento/ferita/rifiuto&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;La lettura e la scrittura nascono da una forma di disadattamento, di ferita, di rifiuto del mondo com'è. Nascono quando il mondo non basta, e allora si sognano altre vite, altri giorni. Perché uno diventi scrittore occorre che questa inclinazione si trasformi in un atto di volontà che dura nel tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Esperienza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Come le idee, non ha senso inseguire le esperienze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Fracassata&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una storia che non annienta la distanza tra chi legge e quello che viene raccontato è una storia fracassata, fallita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Imperfezione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Lo stile perfetto è incompatibile con il romanzo. Il romanzo esige l'imperfezione, perché riguarda le faccende umane, i rapporti tra gli uomini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Insensatezza&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando scrivo romanzi è la sensatezza ad essere di ostacolo, ed è l'insensatezza a darmi alimento e vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ipnosi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Quando la tecnica uccide la storia è perché non fa il suo vero lavoro, che non è mostrarsi, è ipnotizzare. Bisogna far credere che tutto è importante, non ci devono essere parole che stanno lì solo per far vedere che sei bravo; come non devono esserci parole che stanno lì solo per informare di qualcosa. La Voce del narratore deve divorarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lettura&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Imparare a leggere è stato come varcare un confine, la linea che separa la nostra piccola vita da mille miracolose possibilità. &lt;br /&gt;Comunque il primo miracolo è la lettura: grazie alla parola scritta, noi possiamo essere uno dei tre moschettieri, siamo Madame Bovary, siamo Achab, siamo Don Chisciotte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Limiti &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il narratore deve avere caratteristiche determinate, deve collocarsi da qualche parte e deve quindi avere dei &lt;br /&gt;limiti. Dai limiti sgorga il racconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lingua&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La letteratura nasce da una lotta all' ultimo sangue con la lingua. Bisogna non essere in sintonia con la normalità linguistica. Lo stile è la differenza.&lt;br /&gt;Verso il linguaggio non bisogna avere un atteggiamento di sudditanza. Si tratta di addomesticare, domare la lingua perché obbedisca al mondo confuso che abbaimo in noi. L'autenticità è un problema tecnico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Menzogna&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non riuscii a raccontare la verità, scoprii che la verità non era persuasiva. Scoprii la natura profondamente menzognera della narrazione. Io stesso non riuscivo a crederci, quando raccontavo quella storia accaduta davvero. Il buon romanzo è una menzogna imposta con abilità, una menzogna che si trasforma in verità.&lt;br /&gt;Per quasi tutte le mie storie ho avuto bisogno di documentarmi per mentire meglio, per mentire con consapevolezza, non per raggiungere la verità storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Narratore&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Il personaggio più importante è il narratore: anche lui è un essere inventato. Inizia a vivere con la prima parola della storia e muore con l'ultima. L'autore è un'altra cosa. Se non altro, di solito continua a vivere anche dopo che l'ultima parola è stata scritta.&lt;br /&gt;Se il narratore racconta cose che in realtà non può vedere, se è nel presente e salta nel futuro, allora è difficile credergli, perché cade la coerenza e casca l'asino.&lt;br /&gt;Ci possono essere molti piani attraverso cui è narrata la storia. Solo che, quando cambia il tempo o lo sguardo, cambia anche il narratore. E' un essere mutevole e astuto. Può cambiare mille volte, ma non si fa mai sorprendere in una posizione impossibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Narrazione orale&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Non bisogna mai dimenticare questa radice fin dagli albori della vita comunitaria. Nel romanzo Il Narratore ambulante si parla di un narratore ambulante della sperduta e dispersa tribù machiguenga.&lt;br /&gt;Racconta miscugli di storie, aneddoti, pettegolezzi, messaggi. Ma soprattutto questo: ricorda a tutti che fanno parte di una comunità. Ricorda loro che oltre quel monte, al di là della voragine, ci sono altri uomini come loro, con una tradizione comune, tenuta insieme dalle parole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Orecchio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Trovare la parola giusta è una questione di orecchio. Bisogna rileggere le proprie cosa ad alta voce. Non è detto che si cerchi la frase perfetta. Ma bisogna cercare la frase funzionale. Ogni frase deve fondersi con la successiva in un unico flusso sonoro, nulla deve stridere. Ci si arriva ascoltando la propria voce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Paratìe&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Bisogna scrivere con tutti i propri istinti, con le cose che non si sa di avere o addirittura non si vorrebbe sapere di avere dentro. A volte vedi uno scrittore che ami, ti accorgi che è un ometto insignificante. Ma il fatto è che dentro quell'ometto lì, quando scrive, si aprono le paratìe. E perché questo avvenga, perché dentro di te si aprano le paratìe. E perché questo avvenga, perché dentro di te si aprano le paratìe, devi usare tutti i materiali che davvero ti servono, senza preoccuparsi della loro provenienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Paura&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono materiali buoni e materiali cattivi in assoluto, dipende solo da te. Devi nutrirti di qualsiasi cosa, anche delle tue paure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Rischio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Scrivere richiede un investimento titanico, mostruoso: E' un rischio totale. La cosa più pericolosa è credere di avere talento. E' pericoloso anche riuscire a scrivere con eccessiva facilità. I grandi libri nascono da un grande sforzo&lt;br /&gt;Non bisogna fermarsi. Scrivere è una lotta simbolica contro la morte. E' un rischio totale e un fiume lucente. E' salvare immagini, persone, pezzi di mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Riso&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Autori come Rabelais, Sterne o Vonnegut creano un sistema, un ordine che sembra racchiudere il mondo. La risata e la digressione sono parte di questo ordine. I romanzi riusciti ci danno qualcosa in più: un ordine, un'organizzazione. Usciamo da un buon romanzo con una sicurezza che il mondo non ci dà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Schemi&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;All'inizio faccio degli schemi, traccio delle traiettorie. Ma poi non obbedisco a questi schemi. Sarebbe la morte. Gli schemi sono trampolini. Dalla storia e dai personaggi ci si aspetta delle sorprese, è questa la parte più emozionante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sfera&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una storia deve avere qualità sferica, deve suscitare una sensazione di autosufficienza, di totalità. E questo dipende da un punto soprattutto: cosa dice e cosa tace il narratore? Non può dire tutto, e non è neppure detto che capisca tutto. Ci sono grandi capolavori in cui chi racconta è al di sotto degli eventi, non li comprende.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Silenzio&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Quando scrivo un romanzo è il silenzio che domina per me, una specie di separazione da tutto e quello che devo fare in questo silenzio è trovare il modo di dare credibilità a tutto, dare alla storia un potere di persuasione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Smarrimento&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si parla di romanzi in cui si intrecciano molte voci. Spesso si passa bruscamente da una situazione all'altra, da un tempo all'altro, senza avvertimenti, senza segnali. All'inizio questo genera smarrimento. Ma poi, dato che il tutto è regolato da una grande coerenza, si entra in un sistema dove tutto appare miracolosamente chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sovversione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La letteratura ha una radice sovversiva, sempre, anche se l'autore lo ignora. Questo lo capì l'Inquisizione spagnola: per trecento anni furono proibiti i romanzi in tutte le colonie spagnole. Gli inquisitori dicevano che per gli indigeni i romanzi erano pericolosi, generavano inquietudine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Struttura/sistema&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Bisogna allora cercare e trovare un sistema funzionale quando ci si accinge a narrare una storia. Io, quando trovo quello che si addice alla specifica storia che ho in mente, mi rilasso, so qual è l'ordine da dare al caos. La struttura è allora proprio l'ordine che si pone di fronte al caos, nei personaggi, tra linee di forza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vocazione&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Non cerco particolari esperienze per poi scriverne; e soprattutto non so perché certe esperienze fermentano potentemente e altre no. Questa è la zona più misteriosa della vocazione, c'è una regione segreta della personalità in cui si compiono queste scelte. Forse scendendo in quella regione potremmo scoprire veramente chi siamo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.indice.blogspot.com"&gt;Torna all'Indice&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bogani.blogspot.com"&gt;Torna alla Home page&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Llosa 2: l'incontro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui di seguito, potete leggere il riassunto dell'incontro con Mario Vargas Llosa, e delle sue dichiarazioni sulla letteratura. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ciuffo è lo stesso delle fotografie giovanili. Anche il fuoco. Un suo discorso di tanto tempo fa si intitola &lt;i&gt;La letteratura è fuoco. &lt;/i&gt;Ascoltiamo Mario Vargas Llosa che parla, nella grande stanza luminosa, per quanto può essere luminosa una stanza a Torino, dove avvengono tutti gli incontri pubblici della Scuola Holden - lo spazione, lo chiamano. Lui si infiamma, ride e racconta.&lt;br /&gt;Ha una grande capacità di passare da una dimensione all'altra senza fratture. Racconta delle dittature in Sudamerica (tra l'altro è stato candidato alla presidenza del Perù nel 1990) e dice che gli basta chiudere gli occhi per rivedere fino alla morte il capitano Achab o Madame Bovary (separati, non insieme). Per me è una leggenda e un autore di famiglia, nel senso che è l'unico autore che piace a tutta la mia famiglia, insieme a Ray Bradbury e Stephen King. Non glielo dico. Non so come potrebbe reagire. &lt;br /&gt;Racconta generosamente la storia segreta dei suoi romanzi, il modo in cui sono arrivate alla fine - grazie alla caparbietà e alla sorpresa - storie che sembravano aver bisogno di una vita intera per essere scritte. Noi che ascoltiamo siamo una trentina. Io sono uno dei pochi derelitti che usa la cuffietta con la traduzione simultanea, ma nello stesso tempo mi arriva la musicalità del suo spagnolo. E' limpido. Dice che per scrivere chiaramente bisogna pensare chiaramente. E questo richiede un grande lavoro. Senza questo sforzo, andremmo incontro a un mondo di afasici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il miracolo della lettura&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parla dell'avvenimento più importante della sua vita. Imparare a leggere. E' stato come varcare un confine, la linea che separa la nostra piccola vita da mille miracolose possibilità. La lettura e la scrittura nascono da una forma di disadattamento, di ferita, di rifiuto del mondo com'è. Nascono quando il mondo non basta, e allora si sognano altre vite, altri giorni. Perché uno diventi scrittore occorre che questa inclinazione si trasformi in un atto di volontà che dura nel tempo. Comunque il primo miracolo è la lettura: grazie alla parola scritta, noi possiamo essere uno dei tre moschettieri, siamo Madame Bovary, siamo Achab, siamo Don Chisciotte. La condizione umana è vagare in un abisso di desideri, è così che gli uomini sono andati avanti. Non è detto che uno sogni un mondo migliore, può benissimo sognarlo peggiore. Ci sono autori - per esempio il Marchese De Sade, o Louis Ferdinand Céline, o Bataille - il cui rifiuto del mondo è un rifiuto maligno, infernale. Il mondo di De Sade, il grande ribelle, il ribelle radicale, è un mondo che durerebbe pochissimo, si autodistruggerebbe. Eppure quando leggiamo i libri del Marchese - a parte centinaia di pagine noiosissime e ripetitive - sentiamo con spavento che descrive qualcosa che è dentro di noi, riconosciamo qualcosa che sta nelle cantine della nostra personalità e preme perennemente per uscire. Qualcosa che solo la letteratura può tenere a bada. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sfidare la pazienza delle idee&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando gli chiedono come sceglie gli argomenti, risponde che non sceglie gli argomenti, ma viene scelto. Prima di tutto non cerca particolari esperienze per poi scriverne; e soprattutto non sa perché certe esperienze fermentano potentemente e altre no. Questa è la zona più misteriosa della vocazione, c'è una regione segreta della personalità in cui si compiono queste scelte. Forse scendendo in quella regione potremmo scoprire veramente chi siamo.&lt;br /&gt;Mi viene in mente quello che ha scritto Bradbury: "Sono le idee che vengono da te, in visita, non sei tu che vai da loro. Sfido la pazienza delle idee, fingo indifferenza. E questo fa infuriare quelle creature latenti accelerandone il processo di nascita, finché sono pronte per essere allattate… Prima, come tutti i dilettanti, pensavo fosse possibile sbattere, picchiare, sconquassare un'idea per farla venire al mondo. Dopo un trattamento del genere, naturalmente, ogni idea decente incrocia le zampe, si gira sulla schiena, fissa negli occhi l'eternità e muore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Lo smarrimento in un sistema: inseguire il "romanzo totale"&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ernesto Franco, che guida questi tre giorni di dialogo, parla delle innovazioni formali in Vargas Llosa. Per me è oscuro e decisivo il fatto che le innovazioni formali (io preferisco pensarle come invenzioni formali, a volte molto ardite) nel suo caso non minino la persuasione, ma anzi moltiplichino la forza narrativa, rendendo ancora più ipnotico il flusso incantatore della storia. Si parla di romanzi in cui si intrecciano molte voci. Spesso si passa bruscamente da una situazione all'altra, da un tempo all'altro, senza avvertimenti, senza segnali. A volte uno dice "Come stai", un altro dice "Bene", ma dopo un po' ti accorgi che il secondo non rispondeva al primo, si trova in un altro tempo e in un altro luogo, e parla con un'altra persona di un altro argomento. Questo all'inizio genera smarrimento. Ma poi, dato che il tutto è regolato da una grande coerenza, si entra in un "sistema", tutto appare miracolosamente chiaro. Anzi ti stupisci della tua stolidità iniziale. Questa tecnica permette di inseguire il "romanzo totale", quello che descrive simultaneamente tutti i livelli di una realtà, per esempio tutti gli strati sociali del Perù o di Santo Domingo.&lt;br /&gt;In una pausa incontro una celebrità sportiva: Velasco, ex allenatore della nazionale di pallavolo (ha rilanciato lui la pallavolo italiana nel mondo) e manager sportivo. E' un appassionato di Vargas Llosa e partecipa al seminario. Una volta, per festeggiare la vittoria del mondiale di pallavolo, ha regalato a ciascun giocatore della sua squadra un libro. A uno dei giocatori ha regalato La zia Jiulia e lo scribacchino di Vargas Llosa. Poco tempo dopo le ammiratrici del giocatore si sono presentate alle partite con le copie del libro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La narrazione orale: come riunire i machiguenga dispersi nel mondo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riprendiamo e Llosa racconta che scrivere racconti è la parte moderna di un'attività antichissima, la narrazione orale. Non bisogna mai dimenticare questa radice, viva fin dagli albori della vita comunitaria. Nel romanzo Il Narratore ambulante, nato da un viaggio nella foresta amazzonica (da quel viaggio, molti anni dopo, si è sprigionata anche La casa verde) si parla di un narratore ambulante della sperduta e dispersa tribù machiguenga. Va in giro e racconta ai vari nuclei di una cultura frazionata in piccoli gruppi (a volte un gruppo è una famiglia). Racconta miscugli di storie, aneddoti, pettegolezzi, messaggi. Ma più che altro, quello che fa è questo: ricorda a tutti che fanno parte di una comunità. Ricorda loro che oltre quel monte, dopo quella voragine, ci sono altri uomini come loro, con una tradizione comune, tenuta insieme dalle parole. Altri machiguenga esistono nel vasto mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La radice sovversiva della letteratura: vedere il mondo come nei sogni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ernesto Franco chiede a Vargas Llosa se il narratore debba offrire consolazioni o provocazioni. Llosa spiega che la letteratura ha una radice sovversiva, sempre, anche se l'autore lo ignora. L'aveva capito l'Inquisizione spagnola: per trecento anni furono proibiti i romanzi in tutte le colonie spagnole. Gli inquisitori dicevano che i romanzi erano pericolosi per gli indigeni, generavano inquietudine. Dicevano: se un uomo legge romanzi, poi si orienta male, nei territori della fede. Ebbene, avevano ragione! Don Chisciotte è un uomo che confonde il mondo con i libri. A causa delle sue letture, grazie alle sue letture, lui non è quel pover uomo con una vita mediocre nello squallore polveroso della Mancha, ma un cavaliere che raddrizza i torti. E così Emma Bovary, grazie ai libri che le fanno abbandonare la realtà, non è più una povera donnetta soffocata dalla routine, ma un'eroina e i suoi amanti non sono gaglioffi mediocri, ma meravigliosi esseri da romanzo. Don Chisciotte e Madame Bovary riescono a vedere il mondo come lo sognano grazie all'incantamento delle parole, sono emblemi della potenza della letteratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Contemplare l'esperienza, non inseguirla&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli chiedono quali sono le esperienze da fare, per diventare uno scrittore. Risponde che, come per le idee, non ha senso inseguire le esperienze. Mi torna in mente la distinzione di Giorgio Manganelli tra coloro che amano scrivere e coloro che vogliono "aver scritto" e allora cercano la ricetta, il punto di vista clamoroso, la parola magica, l'esperienza segreta. Flannery O'Connor diceva: "Chiunque sia sopravvissuto alla propria infanzia, possiede abbastanza informazioni sulla vita per il resto dei propri giorni. Se non riuscite a cavar qualcosa da un'esperienza ridotta, probabilmente non vi riuscirà da una più vasta. Il dovere dello scrittore è contemplare l'esperienza, non dissolversi in essa". Mentre per Flaubert bisognava vivere come un borghese e scrivere come un pazzo (ancora più interessante sarebbe vivere come un pazzo e scrivere come un borghese).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.indice.blogspot.com"&gt;Torna all'Indice&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bogani.blogspot.com"&gt;Torna alla Home page&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2994647-3039621?l=llosa.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994647/posts/default/3039621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2994647/posts/default/3039621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://llosa.blogspot.com/2001_04_01_archive.html#3039621' title=''/><author><name>giovanni</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14225271171842731786</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author></entry></feed>
